Tax credit imbarcazioni: le condizioni di accesso


Possono fruire dell’agevolazione di cui all’art. 4, co. 1, D.L. n. 457/1997 i residenti e i non residenti con stabile organizzazione che esercitano in Italia un’attività produttiva che concorra a formare il reddito imponibile Irpef o Ires (Agenzia Entrate – risoluzione 02 marzo 2021, n. 15).

Ai soggetti che esercitano l’attività produttiva di reddito è attribuito un credito d’imposta in misura corrispondente all’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sulle retribuzioni corrisposte al personale di bordo imbarcato sulle navi iscritte nel Registro internazionale, da valere ai fini del versamento delle ritenute alla fonte relative a tali redditi. Detto credito non concorre alla formazione del reddito imponibile”.
Il reddito derivante dall’utilizzazione di navi iscritte nel Registro internazionale concorre in misura pari al 20% a formare il reddito complessivo assoggettabile all’imposta sul reddito delle persone fisiche e all’imposta sul reddito delle persone giuridiche, disciplinate dal TUIR.
Ai fini del riconoscimento dell’agevolazione è richiesto, quindi, che i soggetti esercitino un’attività produttiva di reddito derivante dall’utilizzazione di navi iscritte nel Registro internazionale, che concorra a formare il reddito complessivo assoggettabile all’imposta sul reddito delle persone fisiche e all’imposta sul reddito delle persone giuridiche.
I soggetti destinatari dell’agevolazione in esame sono esclusivamente coloro che producono reddito soggetto a imposizione in Italia. La norma, infatti, nell’individuare i soggetti cui spetta l’agevolazione, non distingue tra quelli residenti o non residenti, bensì li individua nei soggetti che producono reddito d’impresa nel territorio dello Stato (ed ivi assoggettato ad imposizione), derivante dall’utilizzazione di navi iscritte nel Registro internazionale.
I soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia sono, dunque, ex se esclusi dall’ambito soggettivo di applicazione della norma, in quanto per essi non trova applicazione la previsione recata dall’articolo 23 del TUIR, il quale, al primo comma, lett. e), dispone che si considerano prodotti nel territorio dello Stato i “redditi d’impresa derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato mediante stabili organizzazioni”.
Con l’art. 10, co. 1, della Legge europea 2017, il legislatore ha successivamente stabilito che l’agevolazione in commento trova applicazione anche ai soggetti residenti e ai soggetti non residenti aventi stabile organizzazione nel territorio dello Stato che utilizzano navi adibite esclusivamente a traffici commerciali internazionali iscritte nei registri degli Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
Tale disposizione è stata introdotta al fine di superare le criticità riguardanti il riconoscimento del credito di imposta esclusivamente a favore delle navi iscritte nel Registro internazionale e chiudere, in tal modo, la procedura EU Pilot 7060/14/TAXU.
Pertanto, il credito d’imposta per il personale imbarcato non può essere riconosciuto, anche per i periodi d’imposta antecedenti all’entrata in vigore della Legge europea 2017, in favore dei soggetti non residenti e privi di stabile organizzazione in Italia che, in quanto tali, non hanno esercitato in Italia un’attività produttiva che concorra a formare il reddito complessivo assoggettabile all’IRPEF o all’IRES.