Soggiorno all’estero e malattia: sospensione del trattamento solo in caso di parere negativo Inps


Nuove indicazioni in merito alla corresponsione dell’indennità di malattia nell’ipotesi di trasferimento del lavoratore in costanza di malattia in altro Paese UE


Orbene, in ordine ai numerosi quesiti recentemente pervenuti dalle Strutture territoriali dell’Istituto, sulla perdurante validità delle indicazioni fornite, l’Istituto ha chiarito che il provvedimento di autorizzazione citato va riqualificato alla stregua di una valutazione medico legale esclusivamente tesa ad escludere eventuali rischi di aggravamento del paziente, derivanti dal trasferimento medesimo, in ragione dei maggiori costi per indennità di malattia che una tale circostanza comporterebbe a carico dell’Istituto.
Ai fini del riconoscimento dell’indennità di malattia, il lavoratore che intenda trasferirsi in altro Paese UE deve procedere con una preventiva comunicazione alla Struttura territoriale Inps di competenza per le necessarie valutazioni medico legali. La Struttura competente provvede a convocare il prima possibile il lavoratore a visita di controllo ambulatoriale, sia al fine di accertare l’effettivo stato di incapacità al lavoro sia per verificare che non vi sia alcun rischio di aggravamento conseguente al trasferimento all’estero. Espletata la visita, viene rilasciato al lavoratore un verbale valutativo da redigere su un apposito modello. In tale sede, il lavoratore deve fornire l’indirizzo di reperibilità all’estero per eventuali possibili controlli medico legali.
In sostanza, il provvedimento di autorizzazione previsto dalle precedenti indicazioni va riqualificato alla stregua di una valutazione medico legale esclusivamente tesa ad escludere eventuali rischi di aggravamento del paziente, derivanti dal trasferimento medesimo, in ragione dei maggiori costi per indennità di malattia che una tale circostanza comporterebbe a carico dell’Istituto.
Solo qualora il paziente effettui comunque il trasferimento, che non può essergli vietato, nonostante il parere negativo dell’Inps, verrà applicato l’istituto della sospensione del diritto all’indennità economica, previsto dalla normativa vigente per tutti i casi in cui il lavoratore compia atti che possono pregiudicare il decorso della malattia.