Ritenute d’acconto operate e non versate: esclusa la responsabilità del sostituito

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato il “principio di diritto” secondo il quale per la riscossione delle somme che il sostituto d’imposta non ha provveduto a versare, pur avendo operato le ritenute d’acconto, è esclusa la responsabilità solidale del sostituito, a cui spetta comunque il diritto allo scomputo delle ritenute subite (Sentenza 12 aprile 2019, n. 10378)

FATTO
A seguito di controllo formale della dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate ha disposto l’iscrizione a ruolo nei confronti del contribuente per la riscossione delle somme che il suo sostituto d’imposta non aveva provveduto a versare, pur avendo operato le ritenute d’acconto.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso del contribuente, riconoscendogli il diritto allo scomputo delle ritenute d’acconto effettuate dal sostituto, con esclusione della responsabilità solidale del sostituito per il versamento, ritenendo che la stessa operi esclusivamente in ipotesi di “omissione sia della ritenuta sia del versamento relativo”.
Su impugnazione dell’Agenzia delle Entrate, in considerazione del contrasto giurisprudenziale creatosi sulla questione per effetto di pronunce contrastanti della stessa Corte di Cassazione, la controversia è stata rimessa alle Sezioni Unite per l’affermazione di un principio di diritto univoco.

DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La questione rimessa alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione è se, nel caso in cui il sostituto non abbia versato l’acconto, ma abbia però operato le ritenute sul corrispettivo, il sostituito sia o meno tenuto in solido con il sostituto a subire gli effetti della riscossione.
In proposito, la Corte Suprema ha preliminarmente osservato che la sostituzione e la solidarietà nell’imposta sono istituti distinti.
Secondo la norma che disciplina il giudizio di accertamento dell’imposta nel caso di sostituzione, infatti, il soggetto passivo della stessa rimane il sostituito, atteso che al sostituto è soltanto riconosciuta una eccezionale facoltà di intervenire nel processo; di qui la fondamentale illazione per cui il dovere di versamento della ritenuta d’acconto costituisce un’obbligazione autonoma, rispetto all’imposta.
Inoltre, afferma la Suprema Corte, le disposizioni in materia di riscossione prevedono la solidarietà soltanto quando il sostituto non abbia versato l’acconto, con ciò escludendo chiaramente che, fuori dell’ipotesi di inadempimento del sostituto, il sostituito possa in via solidale essere tenuto al pagamento dell’acconto d’imposta. Si conferma, dunque, l’assunto che l’autonoma obbligazione di versamento dell’acconto è posta unicamente a carico del sostituto.
Peraltro, la speciale fattispecie di solidarietà del sostituito per l’obbligazione di versamento dell’acconto d’imposta, in caso di inadempimento del sostituto, viene dalla normativa espressamente condizionata alla circostanza che non siano state operate le ritenute.
Occorre considerare, poi, che le disposizioni del TUIR (in materia di imposte sui redditi) riconoscono al sostituito il contrapposto diritto allo scomputo delle ritenute operate dal primo; sarebbe legislativamente contraddittorio riconoscere il diritto allo scomputo, ma assoggettare il sostituito in via solidale alla riscossione delle somme scomputate.
In conclusione le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato il principio di diritto secondo il quale “nel caso in cui il sostituto ometta di versare le somme, per le quali ha però operato le ritenute d’acconto, il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute”.