Requisito di provenienza estera per l’agevolazione impatriati: chiarimenti

Con il Principio di diritto n. 4 del 14 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha precisato i criteri di computo del periodo minimo dell’attività di lavoro o di studio svolto all’estero, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione in favore dei lavoratori impatriati.

Il “regime speciale per lavoratori impatriati” è stato introdotto con lo scopo di incentivare il trasferimento in Italia di lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni e favorire lo sviluppo tecnologico, scientifico e culturale del nostro Paese.
A tal fine, in favore dei soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia, collegata all’attività lavorativa, entro il 30 aprile 2019, è riconosciuta l’esenzione per i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia nella misura del 50 per cento, a decorrere dal periodo d’imposta del trasferimento della residenza e per i quattro periodi di imposta successivi.
Il beneficio è riconosciuto ai cittadini dell’Unione europea o di uno Stato ExtraUe con il quale risulti in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, a condizione che:
– siano in possesso di un titolo di laurea e abbiano svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, ovvero
– abbiano svolto continuativamente un’attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream.
Riguardo a tale requisito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che ai fini del raggiungimento dei ventiquattro mesi fuori dall’Italia, non è possibile cumulare il periodo di studio con quello di lavoro. È necessario che l’attività lavorativa ovvero quella di studio si siano protratte per almeno ventiquattro mesi.
Inoltre, relativamente all’attività di studio, il requisito dello svolgimento negli ultimi ventiquattro mesi si ritiene soddisfatto a condizione che sia stata conseguita la laurea o altro titolo accademico post lauream aventi la durata di almeno due anni accademici.