La cessione del portafoglio clienti è soggetta ad Iva

Sotto il profilo giuridico-tributario la cessione del portafoglio clienti costituisce una cessione di singolo bene e non di ramo d’azienda, pertanto deve essere assoggettata ad Iva ordinaria, mentre l’imposta di registro per l’atto di cessione è in misura fissa (Agenzia delle Entrate – Risposta n. 466 del 2019)

Il quesito posto all’Agenzia delle Entrate riguarda la qualificazione giuridico-tributaria dell’operazione di “cessione del portafoglio clienti” e, in particolare, se si tratti della cessione di un ramo d’azienda, da assoggettare all’imposta di registro con l’aliquota proporzionale del 3 per cento, ovvero della cessione di un singolo bene da assoggettare ad IVA con l’aliquota ordinaria del 22 per cento.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la cessione del “portafoglio clienti” non può essere considerata come cessione di ramo d’azienda in quanto si tratta di un unico asset patrimoniale che, per quanto suscettibile di autonoma valutazione economica, non costituisce un’organizzazione idonea, nel suo complesso, allo svolgimento di un’attività d’impresa.
In base alle disposizioni del Codice civile, l’azienda è definita come il complesso dei beni organizzato dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.
Affinché si configuri una cessione d’azienda o di un ramo d’azienda, quindi, deve trattarsi di un insieme organicamente finalizzato ex ante all’esercizio dell’attività d’impresa, di per sé, idoneo a consentire l’inizio o la prosecuzione di quella determinata attività. Non è necessaria la cessione di tutti gli elementi che normalmente costituiscono l’azienda, tuttavia, nel complesso di quelli ceduti, deve esistere un residuo di organizzazione che ne dimostri l’attitudine all’esercizio dell’impresa, sia pure mediante la successiva integrazione da parte del cessionario.
In altri termini, al fine di individuare una cessione di azienda o di ramo d’azienda, quanto ceduto deve essere di per sé un insieme organicamente finalizzato all’esercizio dell’attività d’impresa, autonomamente idoneo a consentire l’inizio o la continuazione di quella determinata attività da parte del cessionario. A tal fine è necessario valutare la sussistenza degli elementi essenziali: complesso dei beni, “legami” giuridici e di fatto tra gli stessi, destinazione funzionale del loro insieme per l’esercizio dell’impresa.
La clientela (ossia il complesso dei clienti selezionati ed acquisiti nel tempo), rappresenta una componente del valore dell’avviamento che può essere trasferito integralmente, anche in modo separato dall’azienda (“portafoglio clienti”), in quanto suscettibile di autonoma valutazione economica.
La mera cessione di un “portafoglio clienti”, quindi, non può, da solo, integrare un’organizzazione idonea allo svolgimento di un’attività produttiva; pertanto, va equiparata alla cessione di singolo bene, con la conseguenza che:
– il corrispettivo della cessione deve essere assoggettata ad Iva, con aliquota ordinaria;
– l’atto di cessione è soggetto ad imposta di registro in misura fissa.