Escluso l’abuso di diritto per la scissione societaria dovuta a divergenze familiari

Con la risposta ad interpello n. 91 del 4 dicembre 2018, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’operazione di scissione societaria che preveda l’assegnazione di una parte del patrimonio immobiliare della società semplice scissa a favore di una beneficiaria società semplice di nuova costituzione, partecipata da due soci costituenti un unico gruppo familiare, mentre alla società scissa, partecipata dagli altri tre soci costituenti un altro gruppo familiare, rimane il patrimonio immobiliare non assegnato alla beneficiaria, non configura un ipotesi di abuso del diritto.

L’operazione di scissione non proporzionale di una società semplice di gestione immobiliare attuata, per superare le divergenze tra le diverse strategie economiche volute dai soci appartenenti a distinte compagini familiari, attraverso l’assegnazione di una parte del patrimonio immobiliare della società semplice scissa a favore di una beneficiaria società semplice di nuova costituzione, partecipata da due soci costituenti un unico gruppo familiare, e la restante parte del patrimonio immobiliare alla società scissa, partecipata dagli altri tre soci costituenti un altro gruppo familiare, può ritenersi un operazione fisiologica per consentire ai due distinti gruppi familiari di proseguire l’attività di gestione degli immobili secondo i rispettivi punti di vista.
L’Agenzia delle Entrate ha osservato che ai fini dell’applicazione della disciplina in materia di abuso del diritto o elusione fiscale, tale operazione non comporta il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, non ravvisandosi contrasti con la ratio di disposizioni tributarie o con i principi dell’ordinamento tributario, in relazione ai diversi settori impositivi interessati: imposte dirette, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale. In particolare:
– sotto il profilo delle imposte dirette, le società semplici soggiacciono alle medesime modalità di determinazione del reddito previste dal Tuir per le persone fisiche, ovvero, procedono alla somma dei redditi appartenenti a ciascuna categoria, con esclusione di quelli assoggettati a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, al netto degli oneri deducibili. In altri termini, il reddito che non costituisce base imponibile per la persona fisica, ugualmente non concorre alla base imponibile della società semplice. Quest’ultima consegue, separatamente, diverse categorie di reddito che, a loro volta, determinano il reddito complessivo della società, imputato per trasparenza ai propri soci; ciò in quanto i redditi prodotti dalle società di persone sono imputati ai soci proporzionalmente al valore dei rispettivi conferimenti nella società. Nel caso esaminato la scissione parziale non proporzionale della società semplice a favore di un’altra società semplice, di fatto determina il “trasferimento” di beni dalla società scissa alla società beneficiaria, la quale se da un lato rappresenta un’operazione di scissione lecita e disciplinata dal codice civile, dall’altro non trova compiuta e corrispondente disciplina nelle disposizioni di carattere fiscale riferibili alle società semplici. Ne consegue l’irrilevanza dell’operazione sotto tale ultimo profilo. In relazione al concambio, in capo ai soci, delle partecipazioni originarie nella società semplice con le partecipazioni nella beneficiaria, nel caso in cui siano previsti ristori, in denaro o in natura (tra i soci concambianti), agli stessi va attribuita rilevanza impositiva. Al fine di evitare fenomeni di salto d’imposta, la società beneficiaria deve assumere quale valore fiscale dell’asset ricevuto in sede di scissione, il valore fiscalmente riconosciuto che lo stesso aveva in capo alla scindenda ante scissione; del pari, ogni socio della società beneficiaria assumerà quale valore fiscale della partecipazione concambiata il valore fiscalmente riconosciuto della quota, da esso detenuta, prima della scissione.
– per quanto attiene all’imposta di registro, detta operazione di scissione non comporta il conseguimento di alcun vantaggio fiscale “indebito” per le medesime considerazioni sopra esposte in merito alla necessità di consentire ai due distinti gruppi familiari di proseguire l’attività di gestione degli immobili secondo i rispettivi punti di vista. A tal fine, le operazioni di scissione societaria sono soggette a registrazione, con applicazione dell’imposta nella misura fissa di euro 200.
– con riferimento, alle imposte ipotecaria e catastale, l’Agenzie delle Entrate precisa che gli atti di scissione sono soggetti ad imposta nella misura fissa di 200 euro.