Compravendita di immobile: non è “comodato” la consegna differita pattuita


Qualora le parti (acquirente e venditore) convengono che la consegna dell’immobile verrà fatta successivamente al giorno di stipulazione del rogito di vendita, la consegna differita, cosi pattuita, non costituisce altro contratto (comodato) ma una obbligazione disciplinata nel tipo di vendita e non è dovuta alcuna imposta fissa di registro (Agenzia Entrate – risposta n. 458/2019).

Il contratto di compravendita costituisce il tipico contratto soggetto al principio consensualistico, quanto alla modalità di conclusione e gli effetti traslativi si producono in virtù del solo consenso legittimamente prestato dalle parti, senza necessità che il venditore consegni materialmente il bene al compratore.
Riguardo ai tempi di consegna, è stato chiarito che:
– il possesso materiale del bene che si realizza con la consegna, quanto al tempo della sua attuazione, può essere regolato dall’accordo dell’autonomia delle parti;
– l’obbligo del venditore di trasferire il possesso materiale può essere derogato allorché il venditore d’accordo con l’acquirente mantiene la relazione immediata con la cosa venduta, possedendola non con animo domini, bensì ad altro titolo.


Pertanto, per poter qualificare il titolo giuridico in base al quale il venditore continua a mantenere il possesso materiale dell’immobile venduto, occorre analizzare le pattuizioni contrattuali intercorse.
La pattuizione della consegna differita all’acquirente di un immobile ad uso civile non configura quindi un diverso e ulteriore contratto (comodato) rispetto alla vendita e pertanto non è dovuta alcuna imposta di registro in misura fissa.