Chiarimenti sulla dichiarazione doganale regolare ma infedele


La sola qualità di spedizioniere rappresentante diretto dell’importatore non vale a ritenerne la responsabilità solidale per la dichiarazione regolare ma infedele, a meno che non consti la sua personale partecipazione, la cui prova è a carico dell’ Amministrazione doganale (Corte di cassazione – sentenza 23 giugno 2020, n. 12289).

La dichiarazione doganale può essere fatta personalmente dall’importatore ovvero a mezzo di un rappresentante diretto o indiretto.


Nel primo caso il rappresentante agisce in nome e per conto dell’ importatore; nel secondo caso il rappresentante agisce in nome proprio ma per conto dell’importatore. L’operatore che agisce in rappresentanza diretta deve essere iscritto nell’ apposito albo professionale.


L’obbligazione doganale grava sul soggetto che fa la dichiarazione in nome proprio ovvero sulla persona in nome della quale la dichiarazione è fatta. Pertanto nel caso della rappresentanza diretta, che ricorre nella vicenda in esame, la responsabilità grava normalmente sull’ importatore. Tuttavia anche lo spedizioniere doganale dichiarante non va esente da responsabilità, ma solo qualora abbia contravvenuto agli obblighi impostigli dalla legge.


In particolare, in caso di dichiarazione doganale regolare ma infedele, la responsabilità solidale dello spedizioniere dichiarante diretto è configurabile soltanto nel caso in cui egli stesso abbia fornito i dati o i documenti necessari alla stesura della dichiarazione nella consapevolezza della erroneità dei dati e/o della irregolarità dei documenti.


La normativa unionale pone a carico degli spedizionieri doganali l’onere di accertare la regolarità, veridicità e completezza dei dati contenuti nelle dichiarazioni da presentare agli uffici finanziari, pena la responsabilità per il pagamento dei tributo, (oltre che per i danni procurati all’erario nel caso di dichiarazione irregolare) qualora fossero a conoscenza o avrebbero dovuto ragionevolmente essere a conoscenza della infedeltà; tale responsabilità sussiste però solo quando essi stessi, e non l’importatore, abbiano fornito i dati o prodotto i documenti in base ai quali è stata redatta la dichiarazione.


Pertanto la sola qualità di spedizioniere rappresentante diretto dell’importatore non vale a ritenerne la responsabilità solidale per la dichiarazione regolare ma infedele, a meno che non consti la sua personale partecipazione, la cui prova è a carico dell’ Amministrazione doganale.